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La catechesi
IL NOSTRO PROGETTO CATECHISTICO PER L’INIZIAZIONE CRISTIANA
Perché è cambiata la catechesi dell’iniziazione cristiana?
Semplicemente perché l’esperienza dice che i processi di iniziazione cristiana basati sul catechismo settimanale non “iniziano più”. Anzi "paradossalmente” rischiano di diventare dei “processi di conclusione” dato che, ricevuta la cresima, tre su quattro dei nostri ragazzi lasciano la pratica cristiana prima dei diciotto anni di età.
Che cosa è “il metodo a quattro tempi”?
È il tentativo, nato dall’esperienza, di riformulare l’iniziazione cristiana dei piccoli, uscendo dallo schema scolastico, coinvolgendo i genitori e valorizzando la domenica come giorno del Signore e della comunità.
Che cosa si propone?
Qual è la proposta?
Il “metodo a quattro tempi” invita le comunità cristiane ad uscire dallo schema scolastico del catechismo settimanale per favorire condizioni più adeguate all’iniziazione cristiana, creando un contesto più ampio di annuncio, dilatando i tempi, i luoghi e le presenze:
Concretamente, il cammino dell'IC viene ad articolarsi per ogni itinerario annuale in tappe mensili, ritmate secondo una scansione settimanale:
1° settimana - Incontro dei genitori: si propone ai genitori un percorso di riscoperta della fede da adulti, attraverso un itinerario «trasformativo» (non una serie di conferenze!) impostato sulle tappe del catechismo dei loro figli, suggerendo anche come comunicare in famiglia quanto nel gruppo.
2° settimana - Comunicazione in famiglia: con l'aiuto di semplici proposte, si sostiene il tentativo dei genitori di testimoniare la fede ai figli, attraverso l'attenzione al vissuto familiare, l'educazione di alcuni atteggiamenti, ma anche con momenti espliciti di dialogo, di preghiera, di esperienza.
3° settimana - Incontro di catechesi dei bambini: collocato in un momento disteso di almeno un paio d'ore, possibilmente non subito dopo la scuola o prima del calcio, della danza ecc., si propone, prima di tutto:
4° settimana - Domenica con le famiglie: incontro previsto, preferibilmente, la domenica mattina, un'ora circa prima della celebrazione della messa. Consiste in un incontro, guidato dal parroco o da una formatrice, in cui i genitori si ritrovano per una verifica dell'esperienza vissuta in famiglia e per approfondire le questioni aperte. I bambini intanto preparano una preghiera, un gesto o un segno per riesprimere nella messa qualcosa del cammino fatto nella tappa, coinvolgendo l'assemblea.
Controlla gli orari nel file allegato Percorsi elementari (formato pdf)
I cinque percorsi
PRIMO PERCORSO: MI RACCONTI GESÙ?
* Nucleo kerigamatico
Questo primo percorso vuole essere anzitutto un segno di accoglienza che la comunità cristiana offre ai bambini e insieme ad essi alle famiglie, accompagnandosi ai genitori nel compito avvicinare i piccoli al grande dono della fede, riconoscendo e valorizzando il ruolo della famiglia “luogo privilegiato dell’esperienza e della trasmissione della fede” (CEI, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia).
* Obiettivo di fondo
Attraverso tre grandi unità, i bambini saranno accompagnati ad una prima familiarità con la persona di Gesù attraverso il racconto di alcuni tratti della sua vita e i segni che la comunità custodisce nella “casa di tutti” che è la chiesa: l’acqua battesimale, il libro della Parola, la mensa eucaristica.
* Guardando la vita
L’esperienza che si privilegia è quella che caratterizza i bambini di questa età: la capacità di meravigliarsi, di stupirsi.
La scommessa di questo primo percorso è costruire progressivamente un gruppo di genitori che, nell’ascolto e nel confronto reciproco, riscoprano, da adulti, il “gusto” della fede come “sapienza” della vita.
SECONDO PERCORSO: UN REGALO PER TE
* Nucleo kerigmatico
Il percorso del secondo anno si concentra sulle dimensioni di fondo della fede, ripensata a partire dalle parole, dai gesti e dai segni della celebrazione del battesimo. In particolare si insiste sulla rivelazione del mistero di Dio compiutasi in Gesù Cristo, e sulla risposta di fede dell’uomo. In questo dialogo fatto di accoglienza e risposta, il cristiano vive l’esperienza dello Spirito come luce e forza per una vita nuova.
* Obiettivo di fondo
Introdurre grandi e piccoli ad una personalizzazione della fede ricevuta con il battesimo.
* Guardando la vita
Si fa leva sull’esperienza della scoperta, propria dei bambini e coinvolgere i genitori nello stesso dinamismo nei confronti della fede.
TERZO PERCORSO: PADRE NOSTRO
* Nucleo kerigmatico
Il percorso del terzo anno è incentrato sulla scoperta del volto misericordioso e paterno del Dio di Gesù Cristo. Questo volto di Padre, oggi, si fa conoscere ed incontrare nella Parola e nei sacramenti della Chiesa: in modo particolare, è il sacramento della Riconciliazione che ci fa sperimentare di essere amati gratuitamente per quello che siamo (figli), non per quello che facciamo.
* Obiettivo di fondo
Guidare i bambini a riconoscere nel messaggio e nei gesti di Gesù la rivelazione di un Dio che è Padre per accogliere oggi i segni della sua presenza. Per i genitori, in particolare, l’obiettivo è quello di creare insieme le condizioni per lasciarsi sempre evangelizzare e “convertire” a questo Dio Padre di tutti, “Ricco di misericordia”, demolendo le false immagini di un dio giudice/padrone, mago, ecc.
* Guardando la vita
L’esperienza della progressiva socializzazione dei bambini diventa luogo per gustare la fraternità che deriva dallo scoprirci figli dell’unico Padre.
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QUARTO PERCORSO: VIENI E SEGUIMI
* Nucleo Kerigmatico
Il percorso accentua l’esperienza della chiamata/risposta favorendo nei fanciulli un movimento di simpatia e di adesione sincera a Gesù, al suo stile di vita, al suo annuncio.
Anche gli adulti imparano a rispondere sempre più convinti agli inviti “gustate e vedete come è buono il Signore” e “vieni e seguimi”. In pratica si è aiutati a scoprire chi è colui che ci chiama e dove conduce la sua chiamata = vita vera.
* Obiettivo di fondo
Favorire, nei piccoli e nei grandi, una progressione di fiducia nei confronti di Gesù, fino al riconoscimento di Lui come punto di riferimento (Maestro e Signore): Gesù merita di essere seguito fino alla sua Pasqua, per noi attualizzata nella Celebrazione dell’Eucaristia, fonte e culmine di una vita segnata dallo stile del dono di sé (preparazione alla Messa di Prima Comunione).
Per i genitori, in particolare, l’obiettivo è quello di approfondire le motivazioni che li convincono nella decisione di accompagnare i figli nella sequela di Cristo con la scelta di uno stile di vita corrispondente e coerente.
* Guardando la vita
L’esperienza della crescita che porta il fanciullo alla presa di coscienza di nuove possibilità di esprimere la vita. I genitori sono sempre più chiamati a coltivare queste possibilità nella ricerca di ciò che dona qualità alla vita dei figli.
NB. Il percorso di iniziazione alla Eucaristia implica una particolare cura delle assemblee domenicali a cui sono invitate le famiglie con i loro ragazzi. Questi appuntamenti devono diventare una vera e propria “mistagogia”, che attraverso il linguaggio delle parole, dei gesti e dei segni liturgici, accompagna ad incontrare autenticamente Cristo presente nella Messa.
Sarà perciò importante proporre nel corso dell’anno un paio di momenti particolarmente intensi e distesi (domeniche pomeriggio) per introdurre alla riscoperta del senso e del gusto della celebrazione eucaristica
QUINTO PERCORSO: INSIEME NELLA CHIESA
* Nucleo kerigmatico
L’itinerario del V anno si concentra, per ragazzi e genitori, sulla comprensione del mistero della Chiesa come comunità riunita dalla presenza del Risorto, nutrita dalla Parola e dai Sacramenti, animata dall’energia dello Spirito-Amore, arricchita dalla varietà e molteplicità dei suoi doni.
* Obiettivo di fondo
Conoscere ed introdurre alla partecipazione attiva alla vita ecclesiale, in risposta a quel Signore Gesù che, dopo averci fatto fare l’esperienza dello stare con lui (“venite con me”), ora ci invia come suoi testimoni nel mondo. Gli adulti sono invitati a riscoprire il senso ed il gusto dello stare insieme nella Chiesa del Signore.
* Guardando la vita
La proposta prende le mosse dall’esperienza del crescere come progressiva apertura all’altro, cioè come capacità di costruire e vivere relazioni di comunione.