Parrocchia Gesù Divino Lavoratore - San Matteo


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Elementari

La catechesi

IL NOSTRO PROGETTO CATECHISTICO PER L’INIZIAZIONE CRISTIANA


Perché è cambiata la catechesi dell’iniziazione cristiana?

Semplicemente perché l’esperienza dice che i processi di iniziazione cristiana basati sul catechismo settimanale non “iniziano più”. Anzi "paradossalmente” rischiano di diventare dei “processi di conclusione” dato che, ricevuta la cresima, tre su quattro dei nostri ragazzi lasciano la pratica cristiana prima dei diciotto anni di età.


Un metodo nato sul campo

Il cosi detto "Metodo a quattro tempi" non è nato a tavolino. AI contrario, è stato elaborato a partire l'osservazione di sperimentazioni messe in atto in alcune parrocchie della nostra diocesi, per riforrnulare l'iniziazione cristiana dei ragazzi, uscendo dallo schema scolastico, coinvolgendo i genitori e valorizzando la domenica come giorno del Signore e della comunità.
Dopo aver seguito e verificato queste esperienze, l'équipe dell'Ufficio catechistico ha deciso di provare a formulare il modo tradizionale di fare catechismo secondo quello che, più che un metodo, è un nuovo orizzonte in cui collocare il cammino dell'iniziazione cristiana (IC).


Obiettivi

La prassi finora attuata dell'lC, di fatto, non inizia: dopo otto anni di catechesi settimanale (quasi totalmente delegata dalle famiglie alla parrocchia, anzi al singolo catechista), i nostri ragazzi, una volta cresimati, abbandonano progressivamente in larghissima parte la pratica religiosa, senza che gli adulti sappiano prendere parola circa la fede.
Tale constatazione è vissuta con sempre maggiore disagio e senso di inadeguatezza dai catechisti che con tanta generosità si dedicano ai ragazzi.
La riflessione magisteriale e catechetica di questi ultimi anni ha fornito elementi per leggere tale situazione come tratto distintivo di una fase di transizione da cogliersi anche come occasione di grazia,per trovare nuove vie per l'annuncio del vangelo. Il "metodo a quattro tempi" intende raggiungere proprio alcuni obiettivi che nell'impianto tradizionale restano un po' in ombra:

  • recuperare il ruolo centrale della famiglia nella comunicazione della fede, aiutando i genitori a riscoprire un credere adulto in vista della testimonianza ai loro figli;
  • favorire il passaggio dal catechista singolo a un'équipe e far interagire maggiormente la comunità cristiana;
  • offrire ai ragazzi un'esperienza (non una lezionel) di catechesi vivibile per tempi e modi, uscendo dall'impossibile costrizione dell'oretta (scarsa!) dopo molte ore di scuola;
  • valorizzare meglio il giorno del Signore e l'anno liturgico all'interno del cammino di iniziazione.


La proposta

Il "metodo a quattro tempi" invita le comunità cristiane a uscire dallo schema scolastico del catechismo settimanale per favorire condizioni più adéguate all'iniziazione cristiana, creando un contesto ampliato di annuncio, dilatando i tempi, i luoghi e le presenze:

  • dall'ora di catechismo si passa al ritmo mensile scandito in quattro tempi, con al centro la domenica;
  • dall'aula del catechismo si passa ai molteplici ambienti in cui la famiglia può vivere la fede: casa, sala parrocchiale, chiesa;
  • dal catechista singolo si passa a un insieme di presenze (genitori, figure ministeriali della comunità, la comunità che celebra) che lavorano in équipe.


Concretamente, il cammino dell'IC viene ad articolarsi per ogni itinerario annuale in
tappe mensili, ritmate secondo una scansione settimanale:

1° settimana - Incontro dei genitori: si propone ai genitori un percorso di riscoperta della fede da adulti, attraverso un itinerario «trasformativo» (non una serie di conferenze!) impostato sulle tappe del catechismo dei loro figli, suggerendo anche come comunicare in famiglia quanto maturato nel gruppo.
2° settimana - Comunicazione in famiglia: con l'aiuto di semplici proposte, si sostiene il tentativo dei genitori di testimoniare la fede ai figli, attraverso l'attenzione al vissuto familiare, l'educazione di alcuni atteggiamenti, ma anche con momenti espliciti di dialogo, di preghiera, di esperienza.
3° settimana - Incontro di catechesi dei bambini: collocato in un momento disteso di almeno un paio d'ore, possibilmente non subito dopo la scuola o prima del calcio, della danza ecc., si propone, prima di tutto:

  • di permettere ai bambini di vivere una vera esperienza di accoglienza;
  • di dare loro uno spazio per condividere ciò che hanno vissuto in famiglia;
  • di offrire loro un'esperienza catechistica rispettosa dei tempi e delle modalità di apprendimento propri dell' età;
  • di vivere un momento comunitario attraverso il coinvolgimento, oltre che del catechista, di altre figure rappresentative della comunità cristiana: il parroco, alcuni genitori volontari (stabili o a rotazione), qualche giovane, dei ministri della Comunione, qualche nonno o altre figure che facciano «squadra» con i catechisti e portino il loro contributo «carismatico» specifico (caritativo, musicale, ludico ... ).

4° settimana - Domenica con le famiglie: incontro previsto, preferibilmente, la domenica mattina, un'ora circa prima della celebrazione della messa. Consiste in un incontro, guidato dal parroco o da una formatrice, in cui i genitori si ritrovano per una verifica dell'esperienza vissuta in famiglia e per approfondire le questioni aperte. I bambini intanto preparano una preghiera, un gesto o un segno per riesprimere nella messa qualcosa del cammino fatto nella tappa, coinvolgendo l'assemblea.

Controlla gli orari nel file allegato Percorsi elementari (formato pdf)

I CRITERI GUIDA CHE CARATTERIZZANO IL METODO


  • FAMIGLIE AL CENTRO: scelta di fondo è quella di mettere al centro le famiglie e non solo i ragazzi, rivolgendosi agli adulti a partire dal loro essere genitori. Per questo motivo viene loro proposto un cammino di fede ritmato sull'iniziazione cristiana dei figli (non, per esempio, sul catechismo degli adulti); il cammino dei piccoli, dunque, che ritma quello dei grandi.
  • STILE DI PRIMO ANNUNCIO: si è cercato di mettere a fuoco i passaggi fondamentali di ogni anno, secondo un criterio di "essenzializzazione" del messaggio cristiano che tenga conto di rivolgersi a grandi e piccoli in un orizzonte di "primo annuncio", per questo non viene richiesta alcuna "condizione" e l'esperienza è proposta in un clima di totale gratuità; i genitori possono scegliere anche di non partecipare agli incontri formativi e ciò non preclude ai loro figli di partecipare al momento previsto per loro in parrocchia.
  • CREAZIONE DI SPAZI "UMANI" DI INCONTRO VERO: ai ragazzi viene offerto un incontro prolungato, ricco di attività diverse, scegliendo un tempo in cui non siano stanchi per la scuola o altri impegni.
  • RIDEFINIZIONE DELLA FIGURA DEL CATECHISTA: non va perduta la presenza e la funzione dei catechisti, chiamati a essere prima di tutto testimoni; si propone invece di investire su di loro dal punto di vista formativo, per aiutarli sia in questa riscoperta e riformulazione della fede, sia nel passaggio dal sentirsi solo catechisti dei ragazzi a diventare veri compagni di viaggio anche dei loro genitori. Ciò non esclude che qualche genitore affianchi sempre o qualche volta i catechisti, insieme ad altre figure della comunità.
  • RISCOPERTA DELLA DOMENICA E DELL'ANNO LITURGICO: il momento celebrativo domenicale permette di inserirsi nel percorso dell' anno liturgico (solennità e tempi forti) e di proporre momenti comunitari festivi nel giorno del Signore, limitati non solo alla messa, ma anche a esperienze di condivisione e fraternità che lo fanno vivere come giorno della comunità.
  • PROSPETTIVA MISTAGOGICA: in tale percorso si ribadisce con forza che i sacramenti sono accolti "lungo la via" e non sono la "meta" della via; questa meta è la maturità cristiana relativa a ogni età, dei piccoli come dei grandi. Non impedendo a nessuno la celebrazione dei sacramenti, si propone, però, un serio cammino di fede per chi vuole viverli "da cristiani", sempre adattandosi alle concrete possibilità della gente.

I cinque percorsi


La proposta si articola in 5 itinerari attraverso i quali la comunità accompagna i genitori nel compito di aprire ai loro figli il dono della fede:

  • I ANNO - "Mi racconti di Gesù?": per introdurre a una prima familiarità con la persona di Gesù attraverso la narrazione della sua vita e la scoperta dei "segni" della comunità.
  • II ANNO - "Un regalo per te": per favorire una personalizzazione della fede battesimale, a partire dalle parole, dai gesti e dai segni della celebrazione del battesimo.
  • III ANNO - "Un cuore di padre": per introdurre a riconoscere nel messaggio e nei gesti di Gesù la rivelazione del volto paterno e misericordioso di Dio.
  • IV ANNO - "Venite … è pronto": per favorire l'adesione sincera a Gesù, al suo stile di vita e al suo annuncio e per introdurre alla celebrazione della messa di Prima Comunione.
  • V ANNO - "Ora tocca a noi!": per introdurre alla comprensione del mistero della Chiesa e alla partecipazione attiva alla vita ecclesiale come protagonisti e responsabili.








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